2099 Alla ricerca della città del Dio bambino

Una storia vera che deve ancora accadere.

Il sole era una sottile striscia di un colore rosso acceso all’orizzonte che, insieme alle nuvole temporalesche, illuminava la città di un misterioso bagliore ambrato.

Acqua, acqua ovunque, il mare non era più mare, le sue dolci onde ritmiche si erano trasformate in violente urla di dolore che, come draghi infuriati, sputavano acqua contro tutto ciò che le ostacolava. Le sue acque erano invase da alghe dense e avvolgenti, il suo blu era diventato profondo come il vuoto dello spazio e il suo profumo salmastro era ormai un ricordo di cui parlavano solo gli anziani della città.

Blue: “Chissà cosa nascondono quelle onde, quali forze le spingono con tale violenza.” 

Leo: “Forse è il passato che si cela nelle profondità del mare che urla il suo dolore e chiede aiuto.”

Blue: “Non vedo l’ora di partire, di fuggire da questa cupola di vetro e avventurarmi nelle acque profonde dell’oceano.”

L’acqua è la materia della vita. E’ matrice, madre e mezzo. Non esiste vita senza acqua. Albert Szent-Gyorgyi

Nel 2099 la maggior parte della Terra é ormai stata sommersa dallo scioglimento completo dei ghiacci polari. Il surriscaldamento incontrollato ha rapidamente modificato la conformazione di tutti i confini trasformando la vita dell’uomo in una vita acquatica.

Imprigionati nelle città-piovra, i resti dell’umanità sono obbligati a vivere in conchiglie di cemento piantate sul fondale marino. La natura formata da alberi, fiori, animali e montagne è ormai solo teatro di racconti per i bambini.

Le esplorazioni esterne, per via dei gravi danni causati dai raggi UV che attraversano l’atmosfera senza il filtro dell’ozono, sono ridotte all’uso di droni aerei e subacquei che scandagliano l’oceano alla ricerca di altre città o di territori superficiali dove trovare la preziosissima acqua potabile.

Solo alcuni “pirati” viaggiano su navi improvvisate alla ricerca di un qualunque segno che possa chiarire il passato conosciuto come glorioso ma scellerato solo attraverso rari e leggendari racconti.

Su una di queste navi viaggiava Blue Karter, volenteroso avventuriero nonché famoso per la sua presunta parentela con l’archeologo Howard Carter, quando avvenne l’incidente: l’incrociatore Delphin001, il primo aprile del 2099, si scontrò con un oggetto imprecisato calando rapidamente a picco per via della grande falla apertasi a prua.