Ah prof.! Ma a noi l’arte a che ci serve?

Che cosa rispondere dunque alla domanda di quel ragazzino che con aria un po’ supponente, come ad indicare “io so come funziona li fuori e certamente non c’è posto per queste stupidaggini” disse:  “Ah prof.!…ma a noi, l’arte a che ci serve?” o, se preferite, nella versione più estesa: “ah prof.! Ma cos’è sta roba? Tanto l’arte non ci serve a un caz.. Mi sono iscritto a meccanica e arte non c’è.”

Non so perché, ma la prima cosa che mi venne in mente fu una frase che enunciai pressapoco così: “Un mio vecchio amico, figlio unico e benestante, che possedeva ormai tutto ciò che si può desiderare, un giorno prima del suo compleanno mi disse: i regali per antonomasia non devono servire a niente, bando  ai regali utili…quello che mi serve lo compro già da me. Ebbene, l’arte è come un regalo, non serve a nulla ma ne abbiamo tremendamente bisogno e, per essere un regalo veramente di successo, deve essere inaspettato.” Finita la lezione ebbi modo di tornare col pensiero a quella domanda, e mi resi conto come fosse una domanda più che legittima anzi, la domanda principe di tutto il corso, e come tale meritasse una risposta non improvvisata anche se efficace.

Solo ora, dopo quasi dieci anni di insegnamento ho capito che, in realtà, tutto il corso di tre anni della scuola secondaria di primo grado deve essere incentrato sulla ricerca di una risposta, insieme ai ragazzi, proprio a quella domanda.

Questo libro è, appunto, il risultato di una riflessione sull’arte e sui metodi utilizzati per trasmetterne la conoscenza.

Disponibile su Apple iBooks Store

“Cercare il perché delle cose che accadono ci porta a vedere anche quelle che accadranno.” Stendhal

L'arte di fare domande

Il punto di partenza di questo libro è che  ogni domanda merita una risposta perché ogni domanda nasce da una necessità, da una mancanza interiore. Le domande che facciamo raccontano come siamo, di cosa abbiamo bisogno e in cosa crediamo.

Ecco, questo libro è una ricerca sulle domande dell’arte, partendo però da quelle genuine dei ragazzi, oggi più che mai inondati dall’arte, nascosta dentro ad un contesto di immagini ridondante e, per certi versi, esasperato.